I Titoli di Esperto/Specialista valgono come Formazione Continua, anche se questo può variare in base alla valutazione di ciascun concorso o selezione pubblica ed è necessario consultare i criteri specifici di ogni bando.

Sì, il nostro Master di I livello in in Estetica Clinica per Infermieri è un Master Universitario regolarmene riconosciuto dal Ministero.
È una realtà in costante crescita. Quando si esce dall’università e si entra nel mondo del lavoro ospedaliero, sia nel pubblico che nel privato, spesso ci si ritrova dopo 15 o 20 anni a svolgere sempre le stesse mansioni, senza reali possibilità di cambiamento.
Oggi, però, esiste un altro ambito professionale in forte espansione: l’estetica, che cresce a un ritmo del 30–40% l’anno. Ed è proprio in questo settore che la figura dell’infermiere sta emergendo con forza.
I medici, ormai da tempo, si sono formati e hanno ottenuto master in medicina estetica. L’obiettivo è che anche l’infermiere possa acquisire competenze specifiche, per avere una conoscenza più completa delle tecniche utilizzate nell’ambito dell’estetica e potersi integrare con professionalità in questo mercato in evoluzione.
L’infermiere è una figura che affianca il medico fin dalle origini della medicina.
Oggi, nel campo dell’estetica, molti medici estetici sono sovraccarichi di lavoro e hanno sempre più bisogno del supporto di un professionista qualificato, come un infermiere o un’infermiera, al loro fianco.
Se adeguatamente formato, l’infermiere è perfettamente in grado di somministrare qualsiasi tipo di iniezione — che sia sottocutanea, intramuscolare o endovenosa — a condizione che vi sia una prescrizione medica, esattamente come avviene in ambito ospedaliero.
Anche nell’estetica, quindi, l’infermiere può apportare un contributo concreto e competente, purché agisca nel rispetto del proprio profilo professionale e in collaborazione con il medico, soprattutto per gestire in sicurezza eventuali complicazioni.
Nel campo della tricologia, l’infermiere/a ha un ruolo fondamentale di supporto tecnico e strumentale durante l’intervento di trapianto. Collabora direttamente con il chirurgo sia nella fase di estrazione dei follicoli sia in quella di impianto, agendo come assistente specializzato.
Si lavora fianco a fianco con il medico, formando un team multidisciplinare, dove ognuno ha una funzione chiave: il chirurgo ha bisogno della competenza infermieristica per garantire precisione, rapidità e sicurezza, mentre l’infermiere trova nel lavoro di squadra le condizioni ideali per contribuire al successo dell’intervento.
In Italia, l’acido ialuronico è classificato come dispositivo medico (non come farmaco), ma la sua applicazione a scopo estetico invasivo — come filler — non rientra nelle competenze autonome dell’infermiere.
Secondo la normativa italiana, solo il medico può eseguire procedure estetiche invasive, inclusa l’infiltrazione di acido ialuronico. L’infermiere può invece:
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collaborare e assistere durante la procedura;
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intervenire in ambiti come la preparazione del paziente, l’igiene, la gestione post-trattamento, ecc.
Al momento, non esiste una normativa nazionale che autorizzi l’infermiere italiano a utilizzare autonomamente l’acido ialuronico a scopo estetico, anche se è un prodotto sanitario. Ogni atto invasivo richiede prescrizione e responsabilità medica.
